Cosa prova un bambino o una bambina nel vedere i suoi ex compagni di classe ritornare a casa dopo un giorno di scuola? Tristezza, disperazione, vergogna. Questo sono alcune delle parole usate da Alimjan per descrivere il suo stato d’animo. Alimjan andava bene a scuola e gli piaceva studiare, ma quando suo padre ha abbandonato la famiglia e sua madre si è ammalata, è stato costretto a lasciare la scuola.

A 15 anni trova un lavoro come facchino presso la stazione ferroviaria, dove ha dovuto spostare carichi pesanti, a volte lavorando fino alle 2 del mattino. All’inizio, ha cercato di continuare gli studi ma spesso non si svegliava al mattino e perdeva le lezioni, a volte si addormentava in classe.

Le piccole e medie imprese (PMI) sono state protagoniste nella giornata di ieri di una discussione approfondita sul loro ruolo nel mondo del lavoro e le politiche più efficaci per sostenerle. Se ne è parlato all'interno della Commissione sulle PMI nell'ambito del più ampio scenario dell'annuale Conferenza Internazionale del Lavoro dell'ILO, iniziata il 1 giugno a Ginevra.

Il mondo del lavoro sta cambiando profondamente in un momento in cui l’economia globale arranca, soprattutto in termini di creazione di posti di lavoro. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la disoccupazione globale nel 2014 è arrivata a 201 milioni, oltre 30 milioni in più del periodo pre-crisi. Se a questa cifra si sommano ulteriori 40 milioni di persone che entrano ogni anno nel mercato del lavoro globale, ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte ad una sfida enorme. Alla disoccupazione di massa si sommano le profonde trasformazioni in corso dei rapporti di lavoro che rappresentano una sfida aggiuntiva. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Changing nature of jobs - World Employment and Social Outlook 2015”, pubblicato oggi in tutto il mondo dall'agenzia ONU del lavoro.

A fronte di una riduzione generale del consumo di alcool, un rapporto pubblicato ieri dall’OCSE Tackling Harmful Alcohol Use: Economics and Public Health Policy mette in guardia sul preoccupante aumento di comportamenti a rischio dovuti al consumo eccessivo di bevande alcoliche, in particolare tra giovani e donne. Secondo il rapporto, questa tendenza è in parte dovuta alla maggiore disponibilità di bevande alcoliche, più a buon mercato e meglio pubblicizzate. Per questo, sostiene l’organizzazione parigina, serve focalizzarsi su politiche mirate ai forti bevitori ovvero gli heavy drinkers, soprattutto nella popolazione più giovane.